domenica 21 dicembre 2014

Camminando a Patmos : pioggia di primavera, sulla strada per Agios Nikolaos

La costa nord di Patmos in primavera
La costa nei pressi di Agios Nikolaos, a Patmos 

Sembra un tratto di costa irlandese, non è vero?
E invece siamo a Patmos, quando la pioggia di primavera tappezza ogni lembo di terra con cuscini fioriti e fragranti.
Ho scattato questa fotografia alla fine dello scorso aprile, durante la mia passeggiata a piedi fino ad Agios Nikolaos tou Evdilou
Più che un villaggio, una manciata di case sparse intorno alla piccola chiesa, risalente all' XI° secolo.
L'insediamento fu fondato dalle famiglie dei carpentieri provenienti da Evdilos (antico capoluogo e secondo porto più importante della vicina isola di Ikarìa) chiamati a Patmos da Hosios Christodoulos, per la costruzione del Monastero di San Giovanni Teologo.

Secondo le direttive dello stesso Christodoulos, a nessuno degli operai era permesso trascorrere la notte nel perimetro del Monastero : si stabilirono qui: forse perchè, scendendo sulla vicina ventosa spiaggia di Megalo Mersini, potevano veder tramontare il sole nell'insidioso Mar di Ikaria.  

Patmos
Sulla strada da Ano Kampos 

Cavalli al pascolo a Patmos
Cavalli al pascolo, sulla strada verso Agios Nikolaos 


Dalla piazza principale di Ano Kampos, ho preso la strada asfaltata che conduce a Livadi ton Kalogiron ma, al primo bivio, ho svoltato a sinistra.

Sul percorso ho incontrato più animali che esseri umani : cavalli al pascolo, capre e minuscoli uccelli sfreccianti. 

Anche col cielo fosco che prometteva pioggia, il colpo d'occhio sulle scogliere era spettacolare: cupi bagliori metallici dipingevano acqua e cielo e, quando la pioggia è caduta davvero, la linea del fronte temporalesco correva sulle onde come un nastro d'argento brunito.

Costa nord ovest di Patmos
La linea del temporale, sul mare, fotografata mentre aspetto che spiova


Isola di Patmos
In basso, la piccola baia di Agios Nikolaos

Pioveva così tanto, che  ho dovuto rifugiarmi sotto un muretto costruito da cacciatori, in attesa che smettesse. 
Ma che spettacolo ! Subito dopo, una lama di sole sfuggita alle nubi ha acceso i colori del mare ed esaltato i profumi delle piante aromatiche: timo, lavanda selvatica, cisto...

Ripreso il cammino, un gregge di capre al pascolo annuncia la prossimità del villaggio e solo un somarello bardato sembra rispondere con lo sguardo al mio saluto.

Muri di pietra orlati da cacuts, sbilenchi cancelli di legno, porte scolorite sul nulla, serrande istoriate da graffiti naif... la piccola chiesa, qualche cortile abitato da polli razzolanti...Agios Nikolaos è tutto qui. 


Isola di Patmos
Il saluto del somarello 

Agios Nikolaos, a Patmos
La chiesetta di Agios Nikolaos, a Patmos

Isola di Patmos
Serranda istoriata ad Agios Nikolaos 


Tutto sembrava sonnecchiare, o forse era il silenzio del Venerdì Santo, sospeso nell'attesa della Resurrezione.

Volevo scendere a Mègalo Mersini, ma l'unico abitante affacciatosi, col quale ho scambiato l'augurio pasquale  e poche altre parole, me lo ha sconsigliato: oltre il cancello da oltrepassare avrei trovato ad attendermi "σκύλος  δυσκολη ", "cani difficili".

Meglio quindi ripiegare, e riprendere la via del ritorno per Ano Kampos, dove da Panagos mi sono concessa una deliziosa seppia in umido, dal sapore speziato. 

Arrivederci in un'altra stagione, Agios Nikolaos

Isola di Patmos
Agios Nikolaos
  

    

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