mercoledì 1 ottobre 2014

Le spiagge di Patmos: Plakì, la naturista a oltranza

La spiaggia di Plakì, a Patmos
La spiaggia di Plakì, a Patmos

Anni fa era solo il proseguimento della più lunga e contigua spiaggia di Petra.
Le tamerici non c'erano ancora  e l'arenile di ciottoli era frequentato in maggior parte da bagnanti eroici, che sfidavano il sole a picco.
In prossimità, solo lo sterrato che conduce a Diakofti e nessun edificio in vista.
Comoda da raggiungere a piedi da Grikos, ma tutto sommato appartata, Plakì ha iniziato quindi ad attirare  naturisti troppo pigri per raggiungere i lidi più remoti.
Col tempo, sulla collina alle sue spalle è sorto un complesso di appartamenti di lusso per turisti, ed il via vai sullo sterrato (che porta al sentiero per Psili Ammos) si è infittito.

I naturisti però non hanno desistito, anzi, si sono fatti ancor più numerosi, attratti anche dalle tamerici che nel frattempo hanno messo radici,  dispensando ombre provvidenziali.
Io preferisco frequentarla al mattino, quando per lunghe ore rimane deserta e tranquilla, ma non vi pratico più il nudismo integrale.
Non per moralismo, ma perchè ormai ha perso quell'atmosfera di riserbo selvaggio che rendeva naturale togliersi il costume e immergersi in libertà nell'acqua cristallina.

Patmos, l'acqua cristallina di Plakì
Il limpido mare di Plakì
Evito anche di stendere la stuoia sotto la tamerice più grande che si trova proprio all'inizio: infatti,  più grande è l'ombra e più persone vi si rifugiano, fino a raggiungere una densità da assembramenti metropolitani.

Scelgo un albero più piccolo e distante, la cui ombra sia sufficiente per me sola.
Non fraintendete, non sono un'asociale, ma trovo fastidiosa l'atmosfera da ritrovo pre-aperitivo che a volte, nel tardo pomeriggio,  vi si respira.
Inoltre, l'abitudine al naturismo nonostante tutto, sembra assumere i contorni di un'ostentazione che di naturale conserva ben poco.
Anche perchè ufficialmente il nudismo sarebbe proibito, pur se tollerato se lo si pratica in situazioni più discrete.

La spiaggia di Plakì in primavera, a Patmos
Plakì in primavera. Alle spalle,  si intravede il complesso turistico

Ciò detto, rimane una delle spiagge dove l'acqua è più invitante e, se frequentata fuori stagione o prima di mezzogiorno, anche una fra le più comode e tranquille.
Consiglio una stuoia spessa o, ancora meglio, un sottile materassino in gommapiuma per attutire l'asperità dei ciottoli.

I più sportivi e gli scarpinatori potranno scendere in una delle calette che si trovano poco oltre, sotto lo sterrato, trovando così privacy assicurata a qualunque ora.
Non mancano nemmeno le taverne, a pochi minuti di cammino. Anche se per la maggior parte i cosiddetti naturisti ormai non camminano più, ma usano il motorino.









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