mercoledì 2 luglio 2014

Eremi e monasteri di Patmos: Profiti Ilia, il più vicino al cielo


Su ogni isola della Grecia si trova un luogo chiamato Profiti Ilia: è il toponimo col quale si identifica il punto più alto, ossia quello più vicino al sole.
A Patmos però non è solo un culmine geografico, ma anche spirituale. Sono solo 269 metri sul livello del mare, ma sembra davvero di toccare il cielo.

Anche se è difficile trovarlo aperto (solo il 19 e il 20 luglio, in occasione della festa specifica) vale assolutamente la pena di arrivare qui, dove il panorama assume toni di vertigine.
Io ci sono arrivata proprio a mezzogiorno, col sole allo zenit. 

L'ingresso del romitaggio del Profiti Ilia

Come in ogni pellegrinaggio che si rispetti, l'avevo raggiunto a piedi dalla Chora, scoprendo stupende prospettive sull'isola che non avevo ancora mai visto. 
All'andata, non trovando l'imbocco del sentiero n 8, indicato sulla carta come il più diretto, ho seguito il percorso della strada asfaltata che parte ai piedi della Chora.
Dopo poco, sulla sinistra, il mare scintilla nella baia di Stavros, dove l'eremo di Kouvari medita seminascosto fra gli alberi. Più lontano, un insolito scorcio della spiaggia di Psili Ammos, nella sua primitiva veste selvaggia.


  

Psili Ammos, vista dalla strada per il Profiti Ilia. Sopra, l'eremo di Kouvari

Dopo, la salita si fa dura, ma la fatica viene ripagata dal progressivo aprirsi dello sguardo, che man mano esplora lo spazio in ogni direzione,  fino al trionfo dell 'arrivo. 
Dal parcheggio, una candida scalinata serpeggiante conduce al portone d'ingresso, dove lo sguardo non ha più confini. 
Il blu intenso del mare in lontananza, il bianco della pietra e delle nuvole che si fondono con l'azzurro del cielo...vien voglia di salire ancora, e non tornare più alle cose terrene.


Dall 'ingresso di Profiti Ilia 

E invece, la discesa porta ancora in sè la stessa pace. 
Nascosto nella vegetazione sottostante il romitaggio, trovo finalmente il sentiero che cercavo, dove incrocio un singolare pellegrino intento alla salita. 
Il percorso si snoda fra cespugli  di lavanda e altri arbusti in fiore, di fronte a me la Chora e a sinistra i tetti del  Monastero di Evangelismos, con i suoi orti e giardini che si affacciano sul mare spumeggiante della baia di Kipos.  






Il cane pellegrino, in salita sul sentiero verso la cima- Sopra, veduta della Chora

Il sentiero termina proprio al cancello di Evangelismos : da qui, l'inizio di un altro percorso, di cui scriverò prossimamente...

2 commenti:

  1. Bella pagina. Bel blog. Grazie per condividere. Un saluto da Brasile. Ciao

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