domenica 4 maggio 2014

La mia Pasqua a Patmos

La lettura del Vangelo, nella celebrazione dell'Agape, il giorno di Pasqua

Da tempo desideravo assistere alla celebrazione della Pasqua ortodossa, che a Patmos assume un'intensità del tutto unica, esaltata dall'aura mistica dell'isola.
Ho seguito gran parte dei principali riti della Settimana Santa, ma non ho intenzione di farne la cronaca. Preferisco restituirne l'immagine attraverso le emozioni che ne ho riportato, come in un affresco sensoriale interiore.
La prima impressione, il clima: una primavera fresca e variabile, i cui umori si sono singolarmente adeguati all'atmosfera di contrizione e raccoglimento dei giorni della Passione.
Così, un cielo a tratti corrucciato di nubi, ha fatto da cornice alla fastosa cerimonia della Lavanda dei Piedi, la mattina del Giovedì Santo, nella piazza principale della Chora.

La cerimonia della "Lavanda dei Piedi"

Sullo sfondo, il profumo discreto ma penetrante della lavanda selvatica.
Il sagrato, il pavimento di ogni chiesa e perfino il percorso delle processioni era cosparso di ciuffi dai fiori violetti, strappati alle colline per essere calpestati dai fedeli e mescolare così il proprio aroma a quello dell'incenso diffuso dai turiboli.

La processione del Giovedì Santo

E poi, il silenzio dolente del Venerdì, nelle strade del porto dai negozi chiusi, in un tempo sospeso di attesa dopo la morte, che ritrova i rumori della vita nella notte del Sabato Santo : prima col battere del tempo, scandito dai monaci nell'antico suono ligneo e metallico del semantron (talanto) poi con l'esplosione di gioia delle campane annuncianti la Resurrezione, seguite dallo scoppio dei fuochi d'artificio e dei petardi.


L'accensione delle candele con la Sacra Luce, al Monastero
Al suono non può che accompagnarsi la Luce: la stessa che, giunta dal Santo Sepolcro di Gerusalemme splendeva in tutte le chiese di Grecia, anche qui ha acceso le candele profumate di miele dei fedeli e, nella Domenica di Pasqua, ha rischiarato  il cielo finalmente sereno.
Non è un caso che i greci chiamino la Pasqua anche "lampri" ossia "splendore" e questo assume un particolare significato di speranza, nel momento d' ombra che il paese attraversa da tempo.   

Giorno di Pasqua: al battito del Talanto,inizia la celebrazione dell'Agape   

Proprio nel pomeriggio di Pasqua ho vissuto l'emozione più intensa seguendo la celebrazione dell'Agape presso il Monastero di San Giovanni Teologo.

Annunciato dal parossistico battito in crescendo del Talanto, dal ritmo quasi selvaggio e pagano, il rito ha raggiunto l'apoteosi con la lettura del Vangelo in sette lingue, accompagnata dal suono arcano di campane a tazza, simili a quelle usate in oriente, e suggellata da possenti canti in antico dialetto omerico.
Al termine, la distribuzione delle uova benedette tinte di rosso, simbolo del sangue versato dal Cristo per la salvezza del mondo.











   


4 commenti:

  1. Cara Wanda,
    grazie per questo articolo.

    Non sono una grande viaggiatrice, preferisco la montagna al mare, il freddo al caldo, e per tanto tempo ho scelto di viaggiare verso Nord. Nel 2007 la rivelazione. Con qualche dubbio ho accettato l’invito di un’amica, frequentatrice trentennale delle isole greche. E’ nato un amore. Per il mare, certo, ma non solo. Per la natura, i paesaggi, i silenzi, la gente, il cibo. Nel cuore ho un posto speciale per Anafi, Amorgos e Sikinos.
    L’anno scorso avevo in programma Patmos, ma per una serie di difficoltà l’ho dovuta accantonare. Ho ripreso l’idea qualche tempo fa e la tua relazione mi ha indicato il periodo giusto. Sarò là per la Pasqua Ortodossa.
    Ho letto diversi articoli sul tuo blog e ho apprezzato il tuo punto di vista e la tua sensibilità. Grazie di tutto.
    Buona Pasqua.
    Carla

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    Risposte
    1. Grazie Carla per la tua testimonianza : sono felice che tu possa partecipare alla Pasqua ortodossa a Patmos, sarà un'esperienza che non ti deluderà, anche perchè vedo che lo spirito col quale ti avvicini al viaggio è affine al mio.
      Fammi sapere come è andata quando torni, se ti va ! E Buona Pasqua a ce a te!

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    2. Cara Wanda,
      con un po’ di ritardo ti racconto della mia Pasqua a Patmos.
      Le condizioni del mare mi hanno costretta a sbarcare a Leros il giovedì Santo alle 2 di mattina. L’eccezionale burrasca non ha permesso collegamenti con Patmos fino alla mattina di Pasqua. Sono arrivata in tempo per la messa pomeridiana nel monastero di San Giovanni, veramente toccante. Alla sera cibo, musica e balli in piazza.
      A Pasquetta ho fatto la lunga escursione fino a Psili Amnos godendo delle rigogliose fioriture e della solitudine dei sentieri. Sono ripartita all’alba del martedì, determinata a tornare a Patmos appena possibile.
      Buona estate.
      Carla

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    3. Ciao Carla, sono contenta di leggere che almeno hai potuto assistere alla cerimonia della domenica di Pasqua. Io mi trovo a Patmos proprio in questi giorni e mi sto godendo l'inizio dell'estate. Sono sicura che vorrai tornare al più presto e ti innamorerai dell'isola,m come è successo a me!

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