lunedì 17 marzo 2014

Le spiagge di Patmos: Livadi Potithou, l'idilliaca


La baia di Livadi Potithou ( o Geranou) vista dalla strada per il nord

Quando ho iniziato a frequentarla, una ventina di anni fa, non c'era ancora la strada asfaltata. Io la raggiungevo in una mezz'ora con un barchino che faceva la spola dal porto di Skala.

Pochi altri affrontavano intrepidi lo sconnesso sterrato, in scooter o in auto. Inoltre, allora era necessario munirsi di acqua e viveri, fatto che scoraggiava la permanenza dei più, lasciando quindi campo libero agli "spartani" per la maggior parte del giorno.
Spesso nel pomeriggio, col suo asinello, scendeva sulla spiaggia un contadino a vendere grappoli d'uva bianca, dai piccoli acini deliziosi e rinfrescanti. 
Dopo qualche anno, una roulotte di seconda mano, parcheggiata sul fianco della collina, iniziò a fornire acqua e panini : la roulotte, divenuta poi capannuccia, si è quindi trasformata in una piacevole, ruspante taverna dal panorama strepitoso, aperta solo fino al tramonto.


La taverna vista... stando a mollo- Sopra, veduta sulla baia

Livadi Pothitou ( anche detta Geranou) fa parte della collana di magnifiche spiagge che orna la costa nord-est dell'isola: riparata dall' antistante isolotto di Agios Georgios, raggiungibile anche a nuoto, è una delle mie spiagge preferite.
L'arenile è di sabbia mista a ciottoli, orlato da una lunga fila di frondose tamerici che assicurano l'ombra anche nelle ore più calde.



Livadi Pothitou . Sullo sfondo, la Chora -  
Ora ci si arriva comodamente anche in taxi e, pur se questo la rende inevitabilmente più visitata, rimane comunque uno dei luoghi più idilliaci dove rilassarsi e godere di un mare trasparente come pochi.

Qualche giorno fa ho temuto che quest' angolo venisse deturpato da inutili ombrelloni e lettini: per fortuna, anche in seguito alle vibrate proteste di abitanti e innamorati di Patmos, il Consiglio Comunale dell'isola ha deciso di annullare la relativa concessione.

L'isolotto di Agios Georgios
Potrò quindi ancora sorseggiare in pace un ouzaki ke mezèdes dalla veranda della taverna, aspettando il taxi che mi riporta a Skala dopo una giornata di sole e mare.  



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