martedì 11 febbraio 2014

Eremi e monasteri di Patmos : la Grotta dell'Apocalisse

Ingresso al complesso dell'Apocalisse

L’isola di Patmos è definita dalla tradizione Ortodossa "Theovadistos", che significa "Dio vi ha camminato". Suo cuore spirituale è la Grotta dell’Apocalisse, dove l’Evangelista Giovanni, ivi esiliato dall’imperatore Domiziano, nel 95 d.C. ebbe le visioni che gli ispirarono le ultime parti del Vangelo e il Libro della Rivelazione, meglio noto come Apocalisse.
All’ingresso della grotta, intorno alla quale è stata eretta una cappella, un’iscrizione avverte : "Questo luogo terribile non è terribile come appare, ma è la casa di Dio e la Porta del Cielo". 

Ed è vero, non è affatto un luogo terribile, anzi. Appena entrati, capita di venire accolti da canti bizantini, dal candore delle cupole e dal cobalto del cielo.  

Scendendo, verso la grotta
L'interno della grotta, per quanto angusto, scintilla dell'oro delle icone e profuma del sottile aroma dell'incenso, sprigionato dai turiboli appesi al soffito : qui, nella roccia, è ancora visibile la triplice fenditura, simbolo della Trinità, provocata dal Cristo che parlò a Giovanni "…come voce di tromba".

Spesso ho avuto la fortuna di trovare qualche celebrazione inaspettata, anche se preferisco andare presto, all'apertura mattutina, per raccogliermi nel silenzio e lasciar affiorare risposte a lungo attese...

L'interno della Grotta

In occasione delle maggiori festività, richiamando gran moltitudine di pellegrini specie a Pasqua, all'Apocalisse vengono celebrate messe solenni, con riti che hanno l’uguale solo a Gerusalemme e che durano anche una notte intera.

Ma, se l'austerità della cerimonia dovesse divenire opprimente, basta lasciar fuggire lo sguardo fuori dalle piccole finestre della cappella, per ritrovare all'istante quella serenità che anche lo stesso Apostolo doveva provare, contemplando il magnifico paesaggio che da lì si scorge.







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