giovedì 31 ottobre 2013

Eremi e Monasteri di Patmos : San Giovanni Teologo


Il Monastero di San Giovanni Teologo

Più  che un monastero, San Giovanni Teologo sembra una fortezza medioevale. 
Lo si avvista già dal traghetto, molto prima di attraccare: il suo profilo severo incute soggezione, ma è anche una mistica promessa della grazia che aleggia sull'isola.

Attorno ai suoi grigi bastioni, la bianca cascata della Chora, il cui primo nucleo nacque proprio per ospitare i carpentieri che presero parte alla sua costruzione e le loro famiglie.   

Come ho scritto nel post su Kastelli, il Monastero fu edificato sulle rovine a di una basilica paleocristiana, in un'area dove in precedenza sorgeva il tempio pagano di Artemide Vavrona, originaria protettrice dell'isola. 
Evidentemente il luogo doveva possedere particolari qualità energetiche che agli antichi erano ben note. 
Il tempo e la frequentazione assidua dei fedeli vi  hanno aggiunto una sacralità palpabile, che induce alla preghiera e al silenzio.

Salendo al Monastero...
Non mi dilungherò sul suo valore architettonico, o sullo splendore dei tesori custoditi nel suo Museo o nella Biblioteca : sono tutte informazioni che potete trovare dettagliatamente  in qualunque guida turistica. 
Vorrei invece riuscire a comunicare almeno in parte le emozioni che provo ogni volta che ne varco la soglia.

Di solito, preferisco andarci al mattino all'apertura, prima dei gruppi di visitatori scesi dalle navi da crociera che due/tre volte la settimana si fermano a Patmos.
Già nell'affrontare la salita che dalla fermata dell' autobus si inoltra nella Chora, entro in uno stato meditativo, favorito dalla serena bellezza del panorama in lontananza.


Il panorama sul porto, visto da Chora  

Il cortile principale interno
Superato l'imponente portone di ingresso, ecco che la traccia odorosa dell'incenso mi guida fino al cortile interno,  al nartece e quindi al cuore vibrante del luogo : la chiesa principale, con la sua magnifica iconostasi in legno dorato.

Qui,  nella penombra, mi piace sostare di fronte al Santo dei Santi, sotto la colomba raffigurante lo Spirito Santo, sospesa sotto l'affresco del Cristo Pantocrator  : ho come l'impressione che dal vertice della cupola scaturisca una sorgente di luce eterea, che ripulisce corpo e anima da ogni scoria perturbante, riportando la pace e un senso di gioiosa pienezza.



Una delle terrazze del complesso monastico
Rimango in preghiera e in uno stato di ascolto interiore, nel quale spesso affiorano risposte a domande o a dubbi irrisolti. 
All'arrivo dei primi gruppetti di visitatori l'incanto si dissolve : prima di uscire però, mi piace restare ancora un poco immersa nell'atmosfera del luogo, aggirandomi nelle altre  cappelle, nei cortili minori, nei porticati e sulle terrazze ornate di campanili.

Appagata, riprendo la via del ritorno scendendo verso Skala sull'antico sentiero lastricato che, profumato di pineta,  passa vicino all'altro centro spirituale di Patmos : la Grotta dove Giovanni ricevette le visioni descritte nel suo  Libro della Rivelazione, universalmente noto come Apocalisse.  

Ma di questo scriverò in un prossimo post.

lasciando il Monastero...


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