venerdì 20 settembre 2013

Le spiagge di Patmos - Psili Ammos, la selvaggia

Psili Ammos, arrivando da sud - Foto W.Benati ©   

Nella mia descrizione delle spiagge di Patmos, non potevo che iniziare da Psili Ammos, considerata a ragione come una delle più belle spiagge di tutto l'Egeo.
Il suo nome significa "sabbia fine" e, sebbene in certi periodi e momenti possa essere molto frequentata, conserva tuttavia un suo carattere selvaggio che la rende unica.
Forse perchè non è facile da raggiungere: spesso, a causa dei venti di nord ovest cui è esposta, il caicco che la collega al porto di Skala non vi attracca, lasciandola quasi del tutto isolata.
In quel caso saranno solo i camminatori a godersela, dopo aver percorso il panoramico sentiero che conduce alla spiaggia.

 Il percorso è ad anello, ossia può essere seguito in due sensi: uno (un po' più lungo e impegnativo) parte da Diakofti e sbocca all'estremità sud e l'altro, partendo dalla baia di Stavros, termina a nord dell'arenile.
In entrambi i casi servono scarpe chiuse e non ciabatte, oltre a pantaloni lunghi (per non graffiarsi passando fra i cespugli) e una generosa dotazione di acqua.

Psili Ammos dall'alto, arrivando da nord - Foto W.Benati ©
Finora ho seguito sempre  solo il sentiero che arriva da nord, proprio sopra la taverna e il suo boschetto di tamerici : strategica posizione per chi, imprudentemente, si mette in cammino nelle ore più calde e al termine della discesa si accascia letteralmente ai suoi tavoli ombreggiati ! 

Nei giorni in cui il caicco arriva conviene approfittarne, anche per godersi la navigazione,  che si snoda in vista della magnifica costa, delle calette  e degli  isolotti che la punteggiano.

Foto W. Benati ©

In agosto, può essere difficile trovare un posto per sistemarsi al fresco delle pur numerose tamerici : in Grecia però è buona norma condividere l'ombra degli alberi sulla spiaggia, pur nel rispetto della privacy di ognuno. 
Io preferisco spingermi all'estremità sud dell'arenile, lontano dalla taverna e nella zona abitualmente occupata da campeggiatori e naturisti: è più tranquilla e selvaggia, con la grande duna di sabbia retrostante che scende dalla montagna.

Il caicco da Skala-W. Benati ©
   
"Lost and Found "- W.Benati ©

Il mare qui è di una limpidezza eccezionale, sembra un'enorme piscina dalle mille sfumature di blu e turchese, mentre è meno godibile quando il vento trasforma le onde in spumeggianti "cavalloni".  
Nelle ore centrali, in attesa che la temperatura si addolcisca, è inevitabile gustare le stuzzicanti specialità della taverna, servite ai tavoli sistemati sulla sabbia, sotto al pergolato.

La taverna - W.Benati ©
Anche quando l'andata la faccio via mare, preferisco sempre tornare a piedi, gustandomi la luce radente del tardo pomeriggio, lo sguardo che spazia sulle baie sottostanti, sulla montagna e sulla Chora.
Dalla bassa vegetazione che costeggia il sentiero, si sprigiona l'inebriante profumo delle erbe selvatiche: salvia, timo e altre specie di cui non conosco ancora il nome, ma di cui ritrovo l'aroma nelle volute d'incenso che esalano da ogni cappella e da ogni davanzale di questa incantevole isola.
       


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