mercoledì 11 settembre 2013

La nobile Chora di Patmos : pietra, silenzio e giardini segreti

La Chora di Patmos, veduta aerea - Dal sito http://visitgreece.gr

Con il termine "Chora", nelle isole della Grecia, si indica genericamente il villaggio principale, quasi sempre situato in posizione elevata e lontana dal porto : in origine infatti gli abitanti vi si rifugiavano per sfuggire alle razzie dei pirati turchi che infestavano l'Egeo. 

Questi insediamenti sono abbastanza diffusi, ma alcuni di essi sono particolarmente pittoreschi : fra questi, la magnifica Chora di Pátmos, dichiarata nel 1999 Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, varrebbe da sola un viaggio sull'isola.
La sua bianca cascata di case abbraccia il maestoso Monastero di San Giovanni il Teologo, attenuandone la severità medievale ed emanando un aura di semplice, ma raffinata eleganza.


Ancora oggi la Chora di Patmos, il cui nucleo originario risale al XII secolo,  è oggetto di studio come uno dei pochi esempi di architettura bizantina. 
Per gustarne appieno l'atmosfera, meglio scegliere i momenti della giornata in cui è per lo più deserta e silenziosa : nelle prime ore del mattino oppure, caldo permettendo, nel pomeriggio.

Foto W. Benati ©
Foto W. Benati ©

Solo così, vagabondando sotto le arcate dei cosidetti "kantounia" e nei vicoli stretti che si intrecciano, si apprezzano in pieno i suoi squisiti particolari : antiche architravi con croci e incisioni, portoni multicolori, cortili da cui trapela il profumo di giardini segreti, orci di terracotta traboccanti di fiori ...e ad ogni angolo le chiese, i campanili, i monasteri, da cui si sprigionano fragranti volute di incenso.

Tetto-terrazza di una casa alla Chora - Foto W. Benati ©
 
Dai tetti terrazzati delle signorili dimore, sotto i bastioni del Monastero, lo sguardo fugge all'azzurro del mare luccicante in lontananza.
In questo luogo discreto e incantevole, hanno preso casa anche artisti e personaggi del jet set internazionale poco amanti della mondanità, che si proteggono dagli sguardi estranei nei loro giardini, cinti da alte mura.

Si può dire che sia un villaggio-museo, dove però il passato si fonde armoniosamente alla vita quotidiana dei suoi abitanti.

Foto W. Benati ©
Foto W. Benati ©
Casa Simantiri, aperta al pubblico, è un esempio di di abitazione tradizionale : costruita nel 1625 da capomastri di Smirne, è ricca di preziosi oggetti del passato, come mobili antichi, icone del XIV , XV e XVI secolo, quadri che testimoniano la vita delle generazioni che vi hanno dimorato.

Oggetti e arredi simili, così come icone, tessuti e gioielli,  si possono trovare negli affascinanti negozi, che aprono però solo verso sera, quando dal porto di Skala salgono i turisti per officiare il rito dell'aperitivo e cena, con struscio serale.
Verso sera - Foto W.Benati ©
I caffè-bar e i ristoranti non mancano e alcuni sono di livello decisamente superiore, per ospiti dalle adeguate possibilità economiche.
Anche se un po' "da turisti" è comunque piacevole aspettare il tramonto sorseggiando un ouzo (la bevanda tradizionale a base di anice) presso il semplice kafenion nella piazzetta principale, magari sedendo accanto a uno dei tanti pope del Monastero.











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