martedì 9 luglio 2013

Ritorno a Patmos

Patmos - Foto W. Benati ©
Sono appena rientrata dall'ennesimo soggiorno a Patmos, isola del Dodecaneso dove sono stata diverse volte nel corso degli ultimi vent'anni e dove non posso fare a meno di tornare, ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo che mi sorprende ed entusiasma. 
Sono pienamente d'accordo con la rivista statunitense Forbes, che la definisce "Il luogo più idilliaco dove vivere in Europa"...
Sulla carta geografica, Patmos ha la forma di un cavalluccio marino, le cui curve e asperità si traducono in magnifiche baie e pittoreschi promontori.

E' un'isola completa : unisce la bellezza della natura, con spiagge stupende e un mare cristallino, al fascino di un'aura culturale e misterica che la rende assolutamente unica.

Non è un caso che la sua Chora sia stata proclamata Patrimonio dell'Umanita' dall'Unesco: perdersi nelle sue strette vie silenziose, dove si aprono scorci su cortili fioriti ed eleganti dimore storiche, piuttosto che sul mare rilucente in lontananza, induce un senso di armonia e bellezza raramente riscontrabili altrove.

I bastioni del Monastero -Foto W. Benati ©
 Il profilo severo del Monastero di San Giovani Teologo si scorge fin dall'arrivo e al visitatore offre anche i tesori d'arte custoditi nell'annesso piccolo, ma raffinato Museo.

Particolarmente raccolta ed intensa è l'atmosfera nella Grotta dell'Apocalisse,inglobata in un piccolo complesso di cappelle nel quale non è raro udire suggestivi canti bizantini che accompagnano la messa, celebrata secondo il rito ortodosso.

Secondo la tradizione proprio qui, nel 95 D.C., durante il suo esilio l'Apostolo Giovanni detto' al suo discepolo il famoso Libro della Rivelazione.

Una vacanza a Patmos può riservare anche la possibilità di partecipare ad avvenimenti culturali di rilevanza internazionale, di cui parlerò più diffusamente in un apposito post.


Grotta dell'Apocalisse - Foto W. Benati ©







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